Sinfonia n. 1 in Do maggiore, Op. 21
Scheda tecnica
Nome in altre lingue: Симфония № 1; Symphonie nº 1 de Beethoven; Symphony No. 1; 第1號交響曲 (貝多芬); Sinfonia n.º 1 (Beethoven)
Compositore: Beethoven, Ludwig van
Opus/Numero di catalogo: Op. 21
Tonalità: Do maggiore
Movimenti/Sezioni:
- Adagio molto - Allegro con brio (Do maggiore)
- Andante cantabile con moto (Fa maggiore)
- Minuetto. Allegro molto e vivace - Trio (Do maggiore)
- Finale. Adagio - Allegro molto e vivace (Do maggiore)
Anno/Data di composizione: 1799-1800
Prima esecuzione: 1800-04-02 a Vienna, Orchestra del K.K. Hoftheater nächst der Burg, Ludwig van Beethoven (direttore d'orchestra)
Prima edizione: 1801 (Dicembre) - spartiti; 1809 (Gennaio) - partitura
- Spartiti, Vienna: Hofmeister, 17 parti
- Partitura, Londra: Cianchettini e Sperati, 62 pagine
Dedica: Gottfried van Swieten
Durata media: 25 minuti
Periodo del compositore: Classico
Stile del brano: Classico
Strumentazione: orchestra
(fonte: https://imslp.org/wiki/Symphony_No.1,_Op.21_(Beethoven,_Ludwig_van))
Guida all'ascolto
La sinfonia n. 1 in do maggiore, composta fra il 1799 e 1800, fu eseguita per la prima volta il 2 aprile 1800 a Vienna. Pubblicata in parti staccate a Lipsia, Hoffmeister e Kuhnel, fine 1801; in partitura a Londra, Cianchettini e Sperati (in una raccolta di Sinfonie classiche di Haydn, Mozart e Beethoven), gennaio-febbraio 1809; a Bonn e Colonia, Simrock, primavera 1822. L'introduzione lenta di dodici battute al primo movimento - una serie di cadenze perfette di accordi di settima di dominante con risoluzione nella tonica, a partire da quella "fasulla" della sottodominante - dovette certamente stupire i primi ascoltatori, non avvezzi a simile audacia armonica. L'Adagio sfocia senza soluzione di continuità nell'Allegro con brio, una classica forma sonata che presenta due temi principali. Il secondo movimento, anch'esso in forma sonata con due temi principali, vede la contrapposizione della semplice cantabilità dei temi all'incessante ritmo puntato, ripreso anche da trombe e timpani. Il movimento più atipico e innovativo è indubbiamente il terzo, un trascinante scherzo (ancorché segnato come minuetto) basato sul materiale dei due precedenti movimenti. Il quarto e ultimo movimento è quello che deve di più alla musica di Joseph Haydn, e non presenta particolari elementi innovativi.
Spartiti
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